Billy è svedese, alto 2 metri e 2 centimetri e largo 80. E’ un tipo silenzioso, ma non timido, sa essere molto preciso e ordinato, anche se a volte si lascia un pò andare. Lo scorso 31 gennaio, in occasione del suo trentesimo compleanno, l’IKEA gli ha organizzato una festa sulla ormai nota spiaggia di Sidney (vedi Il Flashmob di Bondi Beach), durante la quale gli invitati, per la maggior parte surfisti, si sono scambiati tra loro dei libri, tutti messi a disposizione da Billy, parte del ricavato è stato donato al Cancer Council Australia.
Lo scorso 14 novembre, mentre l’Italia del marketing continuava ad interrogarsi sull’efficacia dei “balli di gruppo promozionali”, a Sidney e precisamente a Bondi Beach, la drag queen australiana Joyce Maynge, insieme ad altri 100 ballerini, abbronzati, impomatati e convinti, ha trovato un buon modo per portare gente al The Forum, noto locale di musica dal vivo, dove a marzo verrà organizzato il Mardi Gras Party.
Sembra un particolare irrilevante, ma la location utilizzata per questo flashmob fa la differenza, nonostante i balletti poco felici e una quantità di partecipanti nettamente inferiori rispetto a casi più noti. Naturalmente il finale della performance non poteva che essere un bel bagno in massa. Tra poco vi parlerò di un’altra azione realizzata su questa spiaggia, che a quanto pare ha molto da raccontarci.
Se durante la vostra pausa pranzo uscite dall’ufficio per andare a consumare un panino in 15 minuti netti, potete aumentare l’appetito sfogando la vostra rabbia su degli oggetti di porcellana. Gli artisti Katja Kublitz and Ronnie Yarisal hanno realizzato una vending machine figlia del 21esimo secolo e delle psicopatologie da essere umano. Intravedo un uso promiscuo in questo distributore, specialmente se siete di fretta e avete dimenticato di fare il regalo a vostra suocera.
Il sottotitolo al post potrebbe essere “il ritorno del gatto nero“, visto che l’avatar dell’amministratore di questo gruppo su Facebook ha il volto di Jessica Fletcher, nota come La Signora in Giallo. Molti la ricorderanno per il semplice fatto che ovunque questa signora si trovasse, moriva qualcuno nel raggio di pochi chilometri quadrati, la serie fu interrotta nel 1996 per mancanza di comparse da “ammazzare”.
Tornando ai giorni nostri, oggi volevo parlarvi di questo “esperimento” di social game che ha preso vita in un gruppo di Facebook dal nome “Indovina chi è l’assassino?“.
La dinamica del gioco si avvicina a quella di Indovina Chi, con la differenza che si gioca tra persone in carne e ossa, almeno apparentemente. Le carte vengono sotituite dalle foto del profilo degli iscritti e dall’8 febbraio arriveranno i primi indizi (pensate di nuovo ad Indovina Chi), utili per scovare l’assassino.
Sappiate che chiunque può essere il colpevole, anche l’ultimo iscritto al gruppo, anche il tuo collega di scrivania. Vediamo se i partecipanti coopereranno per la soluzione del caso, o se tutto degenererà in modo incontrollabile, non rimane che aspettare.
La selezione dei progetti per l’Adobe YOUGC Contest è terminata da qualche giorno, il prossimo 23 febbraio una giuria di esperti premierà i primi tre classificati delle sei categorie presenti. Maya Rota Klein ha partecipato nella categoria Inspirational Mood con questo video progetto. Un tutorial su come fare biscotti al burro con il nuovo Adobe Photoshop Cook.
In occasione del 50esimo anniversario dalla nascita del pluriball, la compagnia di assicurazioni Confused.com ha “imballato” un’intera via, per la precisione Somerville Road in Worchester, ritenuta tra le più “incidentate” della Gran Bretagna e rinominata per l’occasione “Accident Avenue”. Aspettate, c’è qualcosa che non va, provo con l’inglese: “the highest accident claims in the entire UK, with about ten claims a year for the past ten years”. Guardando il video mi sembra più di essere nel deserto dei Gobi.
Sto cercando di mettermi nei panni di una persona che aprendo la porta di casa si ritrova sul tappeto l’immagine di un neonato all’interno di una cesta. Per sensibilizzare su un argomento così delicato, si potrebbe optare per una comunicazione scioccante o comunque di forte impatto. E’ solo che vedendo questa operazione sono rimasto un pò perplesso sulla reale efficacia, non so se mi piacerebbe trovarmi di fronte alla possibilità di calpestare un’immagine simile per distrazione, anzi, non so nemmeno se terrei il volantino con me.
Ciao a tutti i lettori, mi chiamo fables e volevo approfittare di un pò di spazio su questo blog per parlare dell’apertura del canale Bloguerrilla su Friendfeed. Capisco che la notizia può sembrare irrilevante, visto che il primo iscritto risale al 2007, ma dopo aver pubblicato il primo feed, mi sono ritrovato a dover gestire contemporaneamente un blog e 3 social network. I più esperti diranno: “va bè scrivi sul blog e lo colleghi alle altre piattaforme in automatico”, nonostante la mole di informazioni in più che dovrei iniziare a veicolare, credo ogni piattaforma di pubblicazione andrebbe gestita in modo indipendente, con contenuti differenti a seconda del “pubblico” che si ha di fronte. What do you think about it?
Il cinema potrebbe confermarsi ancora una volta un media veramente interessante per sperimentare nuove forme di marketing esperienziale. C’è la possibilità di utilizzare al meglio alcune tecnologie, su tutti la grande esplosione della proiezione in tridimensionale che apre le porte ad orizzonti tutti da esplorare, senza contare il fatto che ci si inserisce in un contesto in cui il target è particolarmente ricettivo.
Una volta scelto il film e la sala adatta, non rimane che piazzare un proiettore davanti allo schermo e puntarlo verso l’alto, una serie di fotogrammi simuleranno l’apertura del tetto di una macchina, per la precisione della Nissan Micra C+C, che in tal modo, grazie alla creatività della TBWA di Dusseldorf, ha aumentato del 19% le iscrizioni al test drive.
Mentre Tinto Brass in settimana ha annunciato che girerà Chiavatar, primo film erotico con proiezione in 3D, la pubblicità prova a verificare gli effetti di questa tecnica sui diretti consumatori, una sorta di esperimento messo in scena da Vodafone in Plaza de Callao a Madrid.
Secondo me le reazioni dei presenti rispecchiano la realtà, mi rendo conto che siamo ancora ad uno stato primordiale, nonostante il 3D venga studiato da anni, ma chissà se in un prossimo futuro non ci troveremo a girare per la varie città indossando occhialini di marca con lenti plastificate.