Guerrilla Marketing in Svezia: quando persino il non convenzionale rompe le righe
Scritto da fables il 3 Lug 2007 in Street Marketing, Guerrilla Marketing
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Della saga di film denominata Die Hard, ho visto solamente il primo, Trappola di Cristallo. A seguire ci sono stati 58 minuti per morire e Duri a morire, il top del genere “americanata”. Per il ritorno sul grande schermo del poliziotto John McClane, l’agenzia Rumble, ha ben pensato di far morire di crepacuore gli abitanti di Stoccolma.
A pochi giorni dal lancio di Live Free Or Die Hard, quarto capitolo della saga, sono stati fatti esplodere 3 camion nei pressi della capitale svedese, ricoperti poi con scritte di vernice, come “John McClane è stato qui”, “Yippie Ki Yay”, espressione utilizzata da Bruce Willis nel film, “Mother Fucker” e 4.0.
Sopra i camion, tanto per terrorizzare ancora di più i cittadini, per niente scossi dall’accaduto, un bel conto alla rovescia, stile bomba, che scandiva i minuti di distanza dal debutto cinematografico.
Nessuno è stato arrestato, anzi, Ulf Göransson, addetto stampa della polizia di Stoccolma ha detto che l’episodio non viola nessuna legge locale.
Osservando le foto, il collegamento con il film è non è così immediato, tutt’altro, personalmente non ricordavo il nome del poliziotto Willis, ne tanto meno le sue espressioni gergali.
Da un punto di vista realizzativo, l’azione segue molti dei must di una campagna di Guerrilla Marketing, viene utilizzato l’effetto sorpresa, la popolazione viene attaccata quando meno se lo aspetta, con i cittadini poco preparati ad attacchi di questo tipo. Però, in un’epoca in cui l’opinione pubblica viene continuamente allertata sul pericolo attentati, trovarsi in pieno giorno nel bel mezzo di esplosioni multiple, non credo sia stato il massimo del divertimento.
Update: Ringrazio la Rumble per il prezioso materiale fotografico che mi ha fornito!








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