Dalla strada alle riviste


Non esiste prodotto che non possa essere comunicato in modo non convenzionale, mettetevelo bene impresso nella memoria. C’è chi dice che solo quei prodotti che hanno al loro interno un benefit trasgressivo possano entrare a fare parte di una campagna di guerrilla marketing, non dategli retta.

Guardate ad esempio cosa si sono inventate queste due agenzie per un oggetto apparentemente semplice come una gomma da masticare, sono riuscite ad attirare l’attenzione delle persone in modo originale, strappando anche qualche sorriso. Passiamo così dalla strada alle riviste, decisamente meglio sviluppata quella che prende come riferimento le billboard, la rivista non è così immediata.

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3 Commento/i

  1. Io trovo che anche la rivista sia molto efficace!

    Sempre interessante, Fab. ciao

    Andrea | 1 Mar 2008 | Replica

  2. Ciao Andrea, è che a prima vista non avevo capito che fosse una bolla gigante, quindi parlo di efficacia comprovata dal fatto che io come target non sono stato colpito in modo immediato.

    La prima azione,quella realizzata sui manifesti,è doppiamente valida proprio perchè sfrutta a suo vantaggio la pubblicità di altri brand diciamo che sembrano quasi tutte mini azioni di ambush marketing.

    fables | 1 Mar 2008 | Replica

  3. secondo me spesso il guerrila sfocia nella illegalità. Questa, ad esempio, danneggia le imprese che hanno commissionato quei billboard. Un altro cattivo esempio è il materiale abbandonato per strada oppure il posizionamento di strutture pubblicitarie senza avere le autorizzazioni comunali, come invece sono tenute a fare le imprese che si occupano di esterna. Si fa preso a fare guerrilla senza rispettare le regole del vivere civile.

    Francesco De feudis | 17 Mar 2008 | Replica

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