Le leggi del guerrilla
Scritto da fables il 18 Set 2008 in News, Blog
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Agenzia: Buongiorno dovrei distribuire dei gadget pubblicitari, mi darebbe il modulo per l’autorizzazione?
Amministrazione: Non è prevista nessuna autorizzazione per il gadget.
Agenzia: Quindi non posso distribuire dei gadget?
Amministrazione: Può farlo ma andrebbe incontro ad una sanzione.
Quello appena letto è un dialogo semplificato di quello che ipoteticamente succederebbe a Roma in merito alla richiesta di autorizzazione per distribuzione di gadget pubblicitario. E la distribuzione non è che una parte marginale di un’operazione, anzi, quella che forse un purista non vorrebbe nemmeno mai vedere. La legalità è un dilemma quasi quotidiano per il guerrigliero, e l’occasione per tornare su questo argomento, forse mai affrontato in maniera completa e chiara, sono gli indizi (purtroppo solo tali) indicati nel post apparso ieri sul blog di una nota agenzia.





Il problema non è solo non avere delle leggi appropriate, ma anche un ambiente, diciamo uno spazio visivo, appropriato.
Il caos legislativo sulle affissioni e sulla distribuzione di volantini e gadget, nonché la mancanza di qualsiasi controllo, permettono a tutti di trattare le nostre città come pattumiere.
Io, se avessi un’azienda, non pagherei un centesimo per una qualsiasi affissione su strada. Basta farsi due passi durante le elezioni per vedere lo scempio che si fa dei nostri spazi pubblicitari. Vengono letteralmente violentati contro ogni regola, tanto più che il primo decreto di ogni governo è sempre un condono amministrativo per l’abuso di spazi pubblicitari, muri vietati ecc. fatto nel periodo elettorale. Il guerriglia ha una chance in più: usare altri media più curiosi e indipendenti da tutto questo. Se non ci sono regole allora vale la pena correre il rischio. Presto o tardi qualcuno le stilerà per noi, l’importante è non restare indietro e seguire l’amministrazione in questione per sapere a che punto sono.
E poi, per il resto bisogno mettere un po’ di creatività anche per aggirare regole e multe.
Un esempio?
Se volete fare un’affissione su muri vietati e non pagare multe, il periodo post elettorale è il migliore.
I manifesti (che formano delle vere e proprie pareti) restano lì per molte settimane, anche nei luoghi vietati all’affissione.
Mettere il proprio manifesto su quelli (che nessuno coprirà perché le elezioni sono finite), significa avercelo direttamente condonato per decreto del governo. Mi spiego? - Arnald
arnald | 19 Set 2008 | Replica
Ciao Arnald, condivido in pieno quelo che dici, ci sono alcuni comuni che si stanno adeguando. Tuttavia, questo vale per quanto riguarda un certo tipo di attività e di infrazione, che hanno come conseguenze meramente economiche. Poi ci sono altre attività, altri rischi, altre conseguenze.
Moja | 19 Set 2008 | Replica
Caro Arnald, a tal proposito ti facio presente quanto successo a San Paolo del Brasile dove lo scorso Ottobre una legge comunale ha vietato l’utilizzo di billboard e manifesti per motivi di decoro urbano. Ahimè qui da noi non arriveremo mai ad una soluzione definitiva, vi immaginate un blocco dei manifesti come dici tu, in un periodo di elezioni politiche?
Stiamo a vedere se con il guerrilla si riuscirà ad arrivare ad una soluzione del genere senza passare per una legge specifica, molto dipenderà dalla flessibilità delle amministrazioni comunali, altro dalle agenzie mentre le aziende dovranno rendersi conto di quanto manifesti e volantinaggio, anche quello mascherato, siano diventati obsoleti.
fables | 19 Set 2008 | Replica
Hai ragione,
molto dipende dalla flessibilità delle amministrazioni, ma anche dalla loro inflessibilità.
UN esempio per tutti: freepress.
In Italia abbiamo il vizio di fare tutto in maniera disordinata.
A new york ci sono molti più giornali come metro di quanti ne abbiamo noi, magari con tematiche diverse.
Invece qui, non solo nascono free press fotocopia, ma vengono stampate e distribuite in numeri enormi e senza raziocinio.
Le stazioni delle metro e i marciapiede diventano delle discariche di carta e nessuno riesce a fare niente per regolamentare tutto questo.
Questo vale per l’abuso di telefonini, auto, ecc.
insomma, immagina cosa accadrà quando il geurriglia diventerà di uso comune e tutti rifaranno sempre le stesse cose (come accade già nella creatività sui media classici).
Immagina strade sommerse di gadget e ambient tutti uguali.
A quel punto le amministrazioni si irrigidiranno?
O come sempre tutto fnirà nel caos?
Anche in questo la mentalità tutta italiana non aiuta.
Arnald
arnald | 19 Set 2008 | Replica