Tutto in una notte

Questa storia che sto per raccontarvi racchiude in sè una forte componente di illegalità e di contraddizione. All’alba del giorno 14, quando il colosseo quadrato inneggiava sul colle che da sulla Cristoforo Colombo, 4 incappucciati con un furgone bianco installano altrettante statue raffiguranti i 4 personaggi che hanno rappresentato la terribile banda della Magliana. Voci incredule, “è uno scandalo“, “qualcuno le dovrebbe rimovuere“, “ma sarà solo una trovata pubblicitaria“, fino alla voce più altisonante, quella del primo cittadino romano, il sindaco Gianni Alemanno in persona che ha dichiarato “È un’iniziativa di cattivo gusto. Non capisco come si possa utilizzare questi strumenti per fare pubblicità a un film”. In pochi minuti le statue vengono rimosse.

Ecco la verità: l’installazione non è altro che una campagna di guerrilla marketing, portata avanti per promuovere la prossima fiction televisiva dedicata a Romanzo Criminale che andrà in onda su Sky. La campagna è stata interrotta sul nascere.

Credo che in Italia sia il caso di campagna di marketing non convenzionale più chiacchierata dai più grandi quotidiani online, fatevi un giro sulle news di Google se avete tempo.


statue.jpg

20 Commento/i

  1. YO!!!THAT’S GUERRILLA!!!

    IGNOboy | 16 Ott 2008 | Replica

  2. Un’azione dirompente, seppur semplice. Visto il risultato media direi, correggetemi, che l’interruzione di Alemanno ha solo che giovato…

    Massimo Cestari | 16 Ott 2008 | Replica

  3. chi è l’autore di questa meraviglia?

    SharpDust | 16 Ott 2008 | Replica

  4. non so se mi piace. certo, è un sacco guerrilla, forse una delle + forti che si sono viste in italia..ma gioca su un tema un pò delicato…non so, non so davvero. mi piacerebbe sapere come sarebbe dovuta finire. ah, e quoto sharp, gli autori si svelino.

    Reginald | 16 Ott 2008 | Replica

  5. AZZ MI HAI PROPRIO SPODESTATA DAL TITOLO DI PREZIOSISSIMA!
    Volevo segnalarla io!! sigh! :D

    Comunque trovo questa pubblicità molto sbagliata. Già i giovani di adesso diventano delinquenti solo per farsi vedere, se poi iniziamo anche a farci telefilm con telative statue, non so dove arriveremo….

    Carlì | 17 Ott 2008 | Replica

  6. Carlì, è assurdo che tu sia contro un film/telefilm su un pezzo di storia italiana. Il Romanzo Criminale con Scamarcio & c. lo hai visto? Vuoi denunciare Michele Placido per aver trasposto cinematograficamente la storia?

    Andiamo, provate a dire qualcosa di concreto…non ti piace la pubblicità, ok, scelte personali, ma da qui a dire “se poi iniziamo anche a farci telefilm con telative statue, non so dove arriveremo…” E’ già da mò che al cinema si narrano storie di criminali. Mi scandalizzerei decisamente per un film su Corona, non su uno che riguarda la storia del nostro paese.

    SharpDust | 17 Ott 2008 | Replica

  7. beh, su Repubblica di ieri l’ufficio stampa di Sky diceva che a) Libanese è un personaggio inesistente, quindi tutti i commenti tipo “per chi conosce la storia” sono inutili… b) i volti sono di attori e non dei veri boss e c) la campagna sarebbe terminata con la distruzione delle statue ed un cartello con scritto “il crimine non paga”. Complimenti ad Alemanno, non ha fatto altro che aumentare a dismisura il parlare di questa cosa…e complimenti agli autori, bella idea.

    Adirpoco | 17 Ott 2008 | Replica

  8. ci penserò su…

    Reginald | 17 Ott 2008 | Replica

  9. spero davvero di saperne di più su questa pubblicità. è perfetta per la mia tesi, che tratta di guerriglia marketing.

    Mudvaine | 17 Ott 2008 | Replica

  10. Certo per le cose atroci che ha fatto la banda della magliana, forse hanno esagerato. Secondo me chi ha progettato l’iniziativa e chi l’ha approvata non erano romani nè laziali

    Bubba | 18 Ott 2008 | Replica

  11. @SharpDust: penso di essermi spiegata male: io sono CONTRO alle STATUE… è esagerato.. anche se non è sicuramente un intento commemorativo, è troppo. Dare anche solo un po’ di gloria a quella gente è veramente scandaloso.

    NULLA CONTRO I TELEFILM, che anzi a volte aiutano a conoscere particolari celati ai più.

    Carlì | 18 Ott 2008 | Replica

  12. secondo me ci sono molte cose che si sono travisate in questa campagna, già il fatto che quelle sono statue di personaggi romanzati è una grossa differenza, caso mai si stanno idolatrando gli attori, cosa che tra l’altro è già avvenuta nei film, perchè fare interpretare quei personaggi da bellocci quali Kim rossi stuart, scamarcio, santamaria non li mitizza certo di meno.

    poi il libanese, osannato nel video, è frutto della fantasia del romanzo di De Cataldo e per ultimo se fosse stato dato il tempo, forse Alemanno potrebbe fare cose più importanti, si sarebbe dato il messaggio veramente pulito di questa campagna, con le statue distrutte e il claim “il crimine non paga”.

    dani3l | 18 Ott 2008 | Replica

  13. IL CRIMINE PAGA!

    Forse l’aspetto più interessante di questa campagna è nel come sia riuscita a portare al collasso la differenza tra i diversi media in cui la violenza può essere rappresentata.

    Premesso che il crimina paga sempre in termini di attenzionalità e narratività scopriamo ora un paradosso.

    E’ evidente infatti a chiunque che una rappresentazione filmica sia in grado di disegnare la violenza come nessun altro media (teatro a parte). Con il film entriamo dentro i comportamenti e da questi intuiamo le cause e le ragioni della violenza.

    La statua invece è muta. Non è in grado di raccontare nulla sui personaggi a parte il loro volto.

    Sembra che la statua in sé, come puro significante, racconti più del viso che incorpora. Quello che la statua racconta è innanzitutto il suo essere statua. Marmo. Monumento.

    Eppure in questo caso la statua turba. Pur non essendo statua ma solo rappresentazione di una statua. Polistirolo a tempo determinato.

    L’audiovisivo invece non turba più, è già cucinato, mangiato, digerito… come non fosse più in grado di provocare attenzione o reazione.

    E’ questa la ragione della scarsa efficacia degli spot televisivi e della lunga vita che (forse) ha davanti la comunicazione non convenzionale, aliena e di guerriglia.

    Andrea | 18 Ott 2008 | Replica

  14. hail andrea.
    mi hai convinto.

    Reginald | 19 Ott 2008 | Replica

  15. Eh bbbravo Andrea! Concordo…e viva la comunicazione non convenzionale “aliena”…:D

    Moja | 20 Ott 2008 | Replica

  16. per Carlì:

    Hai la pericolosa propensione a il mondo dividere giusto e sbagliato, buono e cattivo. Ci sono i writers/vandali e i writers/Artisti; il film è buono, il busto no. Ma lo sai che se dovessi dividere il mondo tra buoni e cattivi non saprei proprio dove metterti ;)? Forse andrebbe creata una categoria a parte per i bloggers moralisti, vicini di casa di
    veline e calciatori.

    Potresti spiegarci di grazia perchè se Scamarcio recita la parte di un nazista criminale non c’è alcuna glorificazione del crimine stesso, anzi, guadagna la copertina di qualche rivista tra gli applausi di critica e pubblico; se invece dei pubblicitari decidono, tra le varie opzioni a disposizione (compresa quella di attaccare gessetti e ventoselle, come direbbe il buon Fables) di piazzare dei busti di polistirolo in un giardinetto per promuovere il film di cui sopra (grazie al quale Scamarcio poi guadagna parecchi soldi di più), beh, se si azzardano a fare questo… è davvero “scandaloso”, di “cattivo gusto”, “offensivo” etc.. Glielo spieghi poi tu a Scamarcio che siccome il film, o la serie, non è andata come ci si aspettava, lo chiamano al massimo per dividere la copertina del corriere dei piccoli con Pimpa?

    Grazie della spiegazione che intenderai offrirci.

    Meno vanity, più fair!

    Caronte | 20 Ott 2008 | Replica

  17. Sono perfettamente daccordo dato che lo scopo di ogni azione di guerrilla marketing è quello di attirare l’attenzione…forse Alemanno è stato addirittura pagato da sky per fare quella comunicazione…chissà!!!:-)

    Lorenzo Cuzari | 20 Ott 2008 | Replica

  18. Ciao Andrea,
    sono perfettamente d’accordo con te rispetto al tema mediale.

    Io però individuo la causa di questa ambiguità “valoriale” nell’intento che si riconosce ai diversi media. Alla pubblicità è ancora riconosciuto un intento puramente persuasorio mentre al cinema d’intrattenimento.

    L’intento persuasorio chiaramente è giudicato in maniera diversa da quello d’intrattenimento (vedi i commenti di Carlì).

    Il momento critico scatta quando la pubblicità assorbe linguaggi dell’intrattenimento. In questo momento la società mostra di non avere gli strumenti per giudicare ed entra in confusione.

    DAN

    DAN | 21 Ott 2008 | Replica

  19. Ieri di fronte ad una scuola elementare di Roma c’erano centinaia di palloncini di SKY unneggianti al Disney channel. Passano i bambini e ne arraffano decine. quelli che sono rimasti si sgonfiao e rimangono li, come frutta avvizzita, nessuno li verrà a levare.
    Sotto i ponti della Tiburtina cresce spontanea la pratica del Writing. Murales piu o meno artistici urlano al cemento gioia, rabbia o dolore. Qualcuno ne incornicia uno e pone la domanda se può esistere un museo della streetart. No, verrebbe da dire e sarebbe bello pensare che il mondo è il museo della streetart.
    Oggi la cornice è stata staccata e rimane solo il segno della colla e ovviamente il disegno è per sempre ingabbiato, escuso dagli altri.
    Sto per prendere la metro e un gruppetto di persone vestita da clown fa gran baillamme e appioppa adesivi e spillette di un noto produttore di giochi. Alla fine un cumulo di coriandoli e bambini piangenti.
    Mi informo: Chiamano questo metodo “Guerriglia comunicazionale” o “Guerrilla”. Fa parte della comunicazione non convenzionale, è finta, prezzolata e priva di entusiasmo ideale. Faccio un rapido sondaggio su chi, come me, è un discreto “spenditore”. Meno male che non la sopporta nessuno.

    I can't get no | 13 Nov 2008 | Replica

  20. Un po’ enfatica la riflessione, e d’impatto viene da dirti “ma che stai a di!”. Ma per me che faccio questo mestiere poi penso: Il fine con ogni mezzo e il mezzo raggiunge il fine? O ce la suoniamo e cantiamo per convincerci che siamo creativi?

    Lucy | 13 Nov 2008 | Replica

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