Serve una connessione senza fili?

La stampa italiana parla delle incursioni di Fiorello quale forma di guerrilla marketing o di promo non convenzionale, ora tutto il mondo che non conosce questa forma di comunicazione non convenzionale penserà che il guerrilla è: “ah si quello che ha fatto Fiorello“. Maledetta potenza del testimonial tipicamente italiana!

Mentre la notizia fa il giro della rete, io mi occupo di cose di ben più basso profilo, come questa azione, secondo me veramente divertente. Trovo assolutamente meraviglioso il modo in cui l’agenzia Tempo Advertising, direttamente dalla Romania, ha deciso di comunicare il nuovo ambiente senza fili inaugurato dalla Orange.

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15 Commento/i

  1. Divertente. Vero. - Arnald

    arnald | 9 Mar 2009 | Replica

  2. Fables non credo nel potenziale rischio di “inquinamento”. Il mondo non convenzionale ha dei contorni talmente ben definiti da vanificare ogni inadeguato tentativo di intrusione definitoria. Una semplice ricerca sul web polverizzerebbe gli avventati neologismi di Aldo Grasso.
    Prendiamo questo episodio come un sintomo dell’interessamento di “mister TV” verso le nuove forme di comunicazione.

    Daniele | 9 Mar 2009 | Replica

  3. …dimenticavo, fantastica l’idea del gomitolone.

    Daniele | 9 Mar 2009 | Replica

  4. Concordo con te, Fables, e non concordo con Arnald (ma questa non è una novità :-) ).

    L’utilizzo di termini impropri sui media non fa altro che diffondere una conoscenza errata delle cose.
    Il web non aiuta Arnald, prova a digitare su google: “Fiorello” e “Guerrilla” assieme, e noterai come i quotidiani on line riportano informazioni sbagliate.

    E’ una campagna virale, ma del guerrilla non ha nulla.

    Nyky | 9 Mar 2009 | Replica

  5. Ciao Niky, ma povero Arnald, stavolta si era limitato ad un “Divertente. Vero”.
    Forse intendevi Daniele.

    fables | 9 Mar 2009 | Replica

  6. Sono DANIELE e continuo a sostenere la mia idea.
    Secondo te, Niky, la conoscenza del guerrilla marketing deve passare dai quotidiani on-line?

    Daniele | 9 Mar 2009 | Replica

  7. ADESSO FACCIO UN MACELLO! ;-)
    Scherzo.
    Ho letto adesso l’articolo del corriere. Cito questo passo:
    “Che tutta questa azione non sia frutto del caso, lo dimostra l’innovativa e spiritosa campagna di lancio che da ieri è «on air» sulle reti Sky: un’attività di «guerrilla promo », che prevede una serie di incursioni di Fiorello in spazi informali ed esclusivi della piattaforma Sky (promo, ovviamente, ma anche scorrerie nel mosaico di SkyTg24, sull’epg, addirittura al call center, con un saluto agli abbonati).”

    Secondo me non c’è molto di guerrilla in questo. Penso piuttosto che la pubblicità italiana sia così basica, piatta, noiosa e poco sorprendente, che basta fare una scorreggia per fare notizia. Mandare Fiorello a fare comparsate finto-non-organizzate negli altri programmi e semplicemente un uso più intelligente di quello strumento chiamato TV. - Arnald

    p.s.: Niky, perché dici che io e te non siamo mai d’accordo? Portami le prove. :P

    arnald | 9 Mar 2009 | Replica

  8. Caro Daniele, il punto è che la gente non sapendo il significato del termine “guerrilla” si basa su quello che dice la tv o il giornale.
    Credo che solo pochi eletti vadano a cercare il vero significato su google, e non sono nemmeno sicuro che tutti questi eletti lo capiscano e ci arrivino. Indi per cui si accontentano della lezioncina televisiva non avendo alcuna voglia di approfondire ;)

    McMolly | 10 Mar 2009 | Replica

  9. McMolly forse partiamo da due visioni differenti. Quando penso alle persone potenzialmente interessate, non immagino mia zia Marisa, la indiscreta signora Carmela della porta accanto o mio nonno Peppino. Immagino invece fruitori “tecnologicamente” modificati, persone stanche di starsene in poltrona a subire l’unidirezionale flusso informativo. Penso a desideri di condivisione che si incontrano. Penso alle curiose particelle che hanno permesso l’avvio di quel flusso di democratizzazione sfociato nella blogosfera, nel social networking, nel video/foto sharing.
    Credo poi nella passione e nel quotidiano impegno divulgativo e chiarificatore di persone come Fables.
    Reputo infine sacrosanto segnalare come inesatta la personale definizione del signor Aldo Grasso senza però preoccuparsi di minacciosi sconvolgimenti definitori.
    Questo penso……

    daniele | 10 Mar 2009 | Replica

  10. Quelli di cui parli tu sono i pochi eletti di cui parlo io ;)

    McMolly | 10 Mar 2009 | Replica

  11. Si, solo qualche milione di eletti :D

    daniele | 10 Mar 2009 | Replica

  12. Mah possono essere pure 2 di milioni, bisogna poi fare una scrematura per trovare quelli che dopo aver cercato il vero significato del termine arrivino alla vera conclusione ;) Noi lo sappiamo (e lo sa anche chi legge Bloguerrilla) perchè siamo addetti ai lavori, facile cosi!
    L’essere fruitori tecnologici poi, non sempre vuol dire che si capiscano certi rami della comunicazione a mio parere.

    Non penso comunque che si debba parlare di sconvolgimenti della definizione, solo che scoccia sentire certe associazioni quando due cose non hanno niente in comune, tutto qui ;)

    McMolly | 10 Mar 2009 | Replica

  13. L’essere fruitore tecnologico significa avere maggiori possibilità di approfondire la conoscenza (leggi esistenza), non la comprensione. Quest’ultima dipende da madre natura.
    ..e poi nel guerrilla non c’è una conclusione ma un inizio e un divenire quotidiano e sempre più sorprendente.

    daniele | 10 Mar 2009 | Replica

  14. Per conclusione intendo ciò che realmente significa il guerrilla, mi scuso per non essermi spiegato bene :)

    Diciamo che serve anche una certa predisposizione nel voler approfondire, ecco dov’è il mio dubbio. Alla fine spero che quelli veramente interessati all’approfondiimento capiscano che questa azione di Fiorello non c’entra assolutamente niente con il guerrilla.

    McMolly | 10 Mar 2009 | Replica

  15. Esatto, i predisposti, approfondendo, troveranno la verità.

    daniele | 10 Mar 2009 | Replica

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  1. Mar 9, 2009: from “Non convenzionale” Vs. “Creatività e innovazione” « le aziende vanno coltivate

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