Le sagome pungiball

Family violence is all around us. Io l’ho interpretata in questo modo, ma posso tranquillamente sbagliare, a me quelle rappresentate nelle immagini, sembrano delle sagome a forma di pungiball, tipico oggetto utilizzato per fare allenamento e per scaricare un pò di tensione. Qual’è la vostra interpretazione su questa zione di guerrilla marketing?

family_violence.jpg

family_schoolbus.jpg

10 Commento/i

  1. La tua interpretazione credo sia inequivocabilmente esatta. Il dubbio è: si tratta di guerrilla o di un’idea di guerrilla imprigionata negli inchiostri di un annuncio stampa?
    Mi sembra più la seconda.

    daniele | 29 Mag 2009 | Replica

  2. Visto il logo in basso a destra mi sembra più concepito per una campagna stampa.

    Doryn | 29 Mag 2009 | Replica

  3. E se fosse una campagna stampa vittima di un’azione di guerrilla?
    (dopo il “decapitator” il “pungiballetor”)

    o un’azione di guerrilla documentata e diventata campagna stampa?

    o una campagna stampa di una deturpazione di un’altra?

    chi potrà mai dirlo, di sicuro qui l’aria condizionata non funziona (e si vede da quello che scrivo)

    spumone | 29 Mag 2009 | Replica

  4. E perchè non un banner allora? :D

    Doryn | 29 Mag 2009 | Replica

  5. allora sottopongo questa alla vostra attenzione:

    http://www.bloguerrilla.it/2008/10/30/piu-vicino-di-quanto-pensi/

    fables | 30 Mag 2009 | Replica

  6. questa si, è guerrilla.

    daniele | 31 Mag 2009 | Replica

  7. Dici? Ricordo che di quel post abbiamo discusso molto. - Arnald

    arnald | 2 Giu 2009 | Replica

  8. Si tratta di campagna stampa che “scimmiotta” la guerrilla… adesso va di moda, è arrivata sulla bocca dei direttori mktg di provincia.

    Alex Chianti | 2 Giu 2009 | Replica

  9. Non è guerrilla, è una bella campagna stampa. L’interpretazione che dai del messaggio mi sembra corretta.

    Alessandro Cappellotto | 3 Giu 2009 | Replica

  10. Neanche a me sembrano immagini estratte da un guerrilla, ma solo foto realizzate per una campagna. Manca l’azione che precede lo scatto, l’interazione palpabile, quella spontanea che coinvolge e fa parlare la gente.

    Itsuki | 3 Giu 2009 | Replica

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