Mala informazione
Scritto da fables il 14 Ott 2009 in Blog    Share
Sinceramente non riesco a capire perchè in Italia si continua a fare una sbagliata informazione attorno a un tema a me tanto caro come il guerrilla marketing. Ci sono centinaia di blog che trattano l’argomento in modo approfondito, magazine di settore, libri, documenti e centinaia di case history interessanti. Nonostante questo un’azione come quella descritta viene comunque inserita nella macro-categoria “guerrilla marketing”. Quindi una vestita a festa con una paletta in mano che distribuisce un coupon, viene definita un’operazione di guerrilla marketing.
Sexy meccaniche a Monza per Blockbuster
Venerdì scorso i cittadini di Monza sono rimasti piacevolmente colpiti quando, fermi al semaforo, sono stati avvicinati da due ragazze in succinte tute da meccanico F1. L’iniziativa rientra nella promozione di Blockbuster “fate il pit stop e ricaricatevi la serata”. Le ragazze hanno fermato gli automobilisti alzando la paletta come in un cambio gomme e consegnando poi loro un coupon da utilizzare nella catena. In questo modo l’agenzia Mirata ha pensato di declinare la nuova promozione Blockbuster che prevede un noleggio di qualsiasi film a 2 euro per tutti coloro che presenteranno il coupon, anche verso le ultime uscite e fino al 15 novembre.







fino a quando le agenzie proporranno creatività così scadenti e prive di alcuna struttura il guerrilla verrà considerato da molti come uno stupida distribuzione di materiale pubblicitario in costume, privo di alcuna consistenza e quindi prossimo al collasso…vi prego cerchiamo di impedirlo
nanodimmerda | 14 Ott 2009 | Replica
mi vengono i brividi al solo pensiero di vedere quelle 4 oche vestite da meccanico e quei 5 scemi in macchina ( perchè più contatti sicuramente non li hanno fatti) che senza cagarle di striscio prendono il coupon e lo buttano per terra 100 metri più avanti
neuro | 14 Ott 2009 | Replica
Sono d’accordo con voi…è vero un’azione pubblicitaria scadente e aggiungo anche triste!
masino | 14 Ott 2009 | Replica
il punto non è se si tratti di promozione efficace o meno, ma se può essere definita come guerrilla. La mia risposta è no.
Se però le signorine avessero fatto davvero un cambio gomme, forse… in quel caso…
victovi | 14 Ott 2009 | Replica
quando al danno si aggiunge la beffa (la guerrilla marketing!!!!!) ti cadono altre due cose…e non sono le braccia.
mi riferisco a una recente email di mediastreet. l’hai ricevuta?
Daniele | 14 Ott 2009 | Replica
Caro Daniele, sinceramente non ricordo, solo perchè cestino le mail provenienti da Mediastreet prima di aprirle :)
fables | 14 Ott 2009 | Replica
ti capisco :)
Daniele | 14 Ott 2009 | Replica
Io la trovo geniale. Due fighe che ti fermano e ti danno un volantino. Meraviglioso (eccheccazzo sennò diciamo tutti la stessa cosa! :P )- Arnald
arnald | 14 Ott 2009 | Replica
Grande Arnald!!!
masino | 14 Ott 2009 | Replica
purtoppo anche le aziende piu “evolute” ancora confondono il guerrilla con banali attività tipo questa…..io lavoro in una di queste multinazionali ed ogni volta che alle riunioni si parla di volantinaggio spacciato per guerrilla marketing mi viene da piangere…….
Tinto | 14 Ott 2009 | Replica
sono studente e conosco il mondo del guerrilla marketing da poco ma deo dire che neanche io potrei scambiare questa azione come guerrilla… è solo far fare volantinaggio a belle ragazze per adescare pubblico (limitato al maschile)… insomma il trucco più vecchio del mondo
sara | 15 Ott 2009 | Replica
scusatemi ma forse non seguo io…nell’articolo non viene mai nominato il guerrilla mktg!
è chiaramente un comunicato dell’agenzia, e nè nel titolo nè nel testo appare la parola guerrilla
si parla di “declinazione della promozione”
se quest’articolo appare in una sezione di una rivista di comunicazione dedicata al guerrilla…allora avete ragione
ma il problema non è dell’agenzia, che ha comunicato in maniera onesta l’attività svolta, ma della rivista in questione che dimostra poca serietà
dalla parte di Mirata | 15 Ott 2009 | Replica
ciao, se vai sul link ti puoi rendere conto che l’articolo ha come sottotitolo la parola “guerrilla marketing”.
Comunque per quanto riguarda la seconda parte del tuo commento, credo che sia una scelta voluta sia dall’agenzia che dall’editore del magazine.
fables | 15 Ott 2009 | Replica