La profezia di un direttore creativo
Scritto da fables il 16 Nov 2009 in News, Blog    Share
P.M. che non sta per Pubblico Ministero, fino a pochi mesi era direttore creativo di una prestigiosa e planetaria agenzia di pubblicità. Nel marzo del 2007, rispose a una domanda sul tema guerrilla marketing, posta dallo scanzonato Pubblicità Italia:
“la guerrilla è già morta. E’ stata solo una moda, perchè ogni tanto dobbiamo inventarci qualche argomento di marketing per rivitalizzare il mercato. Alla fine quello che facciamo noi agenzie sono i 30 secondi e le pagine stampa. Queste azioni di guerrilla hanno un costo troppo elevato, e sono efficaci solo qualora si voglia colpire un pubblico molto, molto mirato“. Fonte
Da quella data ad oggi sono nati blog, magazine e agenzie che fanno del guerrilla marketing il loro pane quotidiano, successivamente alle parole di P.M. è nato anche Bloguerrilla.
L’ologramma di un fantasma avvistato a Toronto all’interno di un antico palazzo in stile vittoriano, riceve l’attenzione di media locali e nazionali e di un totale di 2 milioni di persone, un investimento pari a circa 50.000 dollari.
4 statue posizionate nel quartiere Eur di Roma, precisamente di fronte al palazzo della Civiltà e del Lavoro, attirano l’attenzione del primo cittadino della capitale, Gianni Alemanno in persona. Le prime pagine dei principali quotidiani online riportano la notizia.
Una pseudo storia architetta su Facebook riesce ad ottenere questa copertura mediatica: 130 articoli sul web tra cui diverse home page nazionali e internazionali (Repubblica.it, Ansa, the Sun, Metro.co.uk) - 8-10 articoli su stampa nazionale e locale tra cui le free press Metro, Leggo, City, La Repubblica edizione Roma e Nazionale, il Tempo, Il Giornale, l‘Unità - 2-3 edizioni del notiziario tv tg3 e tg5.
Una campagna virale su YouTube riesce a far diventare un mito tale Tom Dickson, proprietario di una fabbrica di frullatori, milioni e milioni di utenti in tutto il mondo entrano in contatto con questo fenomeno.
Un noto operatore telefonico realizza una performance all’interno della stazione di Liverpool, il video, che viene messo su YouTube viene visitato circa 18 milioni di volte.
Questi sono solamente alcuni esempi tra le 840 notizie riguardanti il guerrilla marketing che ho postato in 2 anni e mezzo da blogger. Quanti di voi si ricordano almeno 3 spot visti ieri in televisione?
Signora: - Scusi… C’è un libro che sto cercando ma non riesco a trovarlo -.
Andrea: - Forse è meglio… -.
Bart: - Dica signora, dica pure -.
Signora: - Grazie. C’è un libro che vorrei, me l’ha consigliato una collega a scuola, però mi dispiace non ricordo l’autore. Il titolo era “La profezia dei celestini” -.
Bart: - La profezia dei Celestini… -.
Andrea: - Eheheh -.
Bart: -Eh… Dunque signora… temo ci sia un piccolo problema di confusione sul titolo. Allora lei si confonde tra La compagnia dei Celestini Stefano Benni Feltrinelli e La profezia di Celestino James Redfield.. Corbaccio? -.
Andrea: - Corbaccio -.
Bart: - Corbaccio… -.
Signora: - Ha ragione. Quello che vorr… -.
Bart: - Calma, scusi un attimo la prego. Deve sapere che il libro di James Redfield La profezia di Celestino è un libretto new age del cazzo e noi qui i libretti new age del cazzo non li abbiamo -.
Andrea: - E’ vero, mai avuti -.
Bart: - Ha sentito il collega? Invece La compagnia dei Celestini è un best sellers e noi qui i BEST SELLERS NON CE LI ABBIAMO, ABBIAMO SOLO LIBRI DI QUALITA’, è chiaro? -.
Signora: - Sì… mh.. scusi… -.
Bart: - Prego grazie signora si accomodi quella è la porta! Aria, su.
Signora: - Io qui dentro non metto più piede.







Caro Fables…belle e grandi parole! ^_^
masino | 16 Nov 2009 | Replica
Fables, ti premetto che io la Manfroni neanche la conosco. Anzi, so che ha la fama di essere un personaggio piuttosto duro. Posso dirti quale fu il suo commento di fronte alla nostra operazione Michael W Colletti (quindi pochi mesi fa): “Bravi!”.
Invece, mi piacerebbe avere il numero di Pubblicità Italia che citi, perché secondo me lei si riferiva al nostro maledetto paese. E mi permetto di dire che in buona sostanza ha ragione. Le grandi agenzie si sono appropriate del Guerrilla Marketing senza quasi mai applicarlo e su questo tanti creativi si sono sempre avvelenati il sangue. Quanti di noi hanno proposto attività non convenzionali (in agenzie di profilo classico) finendo per uscire col solito annuncio? Se ci metti che questa domanda è stata posta più di due anni fa, e che in comunicazione rappresentano un’eternità, credo che ci sono parecchie ragioni per interrogare l’interessata.
Con la stessa, anzi ancora più grande stima e amicizia verso di te e questo blog immenso.
Arnald (un creativo che, fosse per lui, farebbe solo non-convenzionale)
arnald | 16 Nov 2009 | Replica
… Io non mi sento assolutamente di condividere le parole di P.M. il guerrilla è per costituzione, per concetto e per sua naturale vocazione portato a rivoluzionare perennemente la comunicazione… Poi se ci sono aziende che preferiscono spendere una fortuna per uno spot di 30 secondi che non guarda nessuno o per una pagina di un settimanale che puntualmente viene sfogliata con la totale e assoluta indifferenza del lettore, si accomodino…. i soldi sono loro ci fanno quello che vogliono .. :))
Doc Guerrilla | 16 Nov 2009 | Replica
Bravo Fables, un post di qualità.
Moja | 17 Nov 2009 | Replica
Caro Arnald, hai tutte le ragioni del mondo, però non so da dove sia uscito il fatto che il guerrilla marketing sia una tecnica costosa e solo destinata ad un pubblico mirato. Mi sembra piuttosto che un costoso 30 secondi colpisca solo le desperate housewives.
fables | 17 Nov 2009 | Replica
Su quello siamo d’accordo. Il principio del guerrilla è spendere poco, ottenere molto. Ma immagina l’uso che si fa di internet da noi, e quello che se ne fa per esempio negli stati uniti. Da noi, come non mai, un virale e un guerrilla hanno senso se invadono i media più gettonati, compresi i giornali cartacei. Io ne sono così cosciente che il pay off di world wild web , per l’appunto, “fa notizia, non pubblicità”.
Ma se io volessi parlare di dentiere, per esempio, attraverso operazioni appunto mirate di guerrilla, ecco che i miei costi contatto rischiano di crescere enormemente, perché da noi, si sa, la terza età è ben lontana dall’uso di media nuovi. Vabbé comunque discorso lungo e ora sono piuttosto fuso. Mi piacerebbe tu aprissi un dibattito serio, se vuoi un workshop di un week end auto finanziato da tutti noi (io lo fare volentieri) per mettere un po’ di carne al fuoco e schiarirci tante idee. - Arnald
arnald | 17 Nov 2009 | Replica
Sorry…ma nn sn riuscita a cogliere il senso della gag finale…:-))
Giulia D'Angelo | 18 Nov 2009 | Replica
La “gag” finale è una sottile citazione del film “Santa Maradona”…la sregolatezza pura mi esalta!
Alessandra | 18 Nov 2009 | Replica