Posti in piedi e compagnie aeree: terzo episodio
Scritto da fables il 5 Lug 2010 in News
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Ci aveva già pensato Airbus nel 2006, la compagnia aerea lowcost voleva introdurre i posti in piedi nelle cabine, riducendo così la distanza tra un sedile e l’altro da 75 a 62,5 centimetri. Una struttura stile Hannibal permetterebbe al viaggiatore di risparmiare qualche soldo per il biglietto e alle compagnie lowcost di incassare qualche milione di euro in più con l’aumentare dei posti assegnati per ogni volo.
Tutto perfetto se non fosse che dalla Boeing Company, costruttrice di aeromobili statunitense, fanno sapere che tale sistema di trasporto non può essere implementato per i requisti normativi molto severi. L’ipotesi dei posti in piedi è da scartare.
Poi arriva luglio del 2009, e Michael O’Leary, numero uno di Ryanair, riproponeva quella che sembrava un’idea ormai abbandonata, ipotizzando tra l’altro un aumento del traffico pari al 30 percento e una forte riduzione dei costi e del prezzo dei biglietti. Altre smentite da parte dei costruttori e, dopo giorni di intensa copertura mediatica, tutto torna nel dimenticatoio.
Ecco che due giorni fa mister O’Leary ci prova di nuovo, oltre ai posti in piedi, parla di toilette a pagamento (una sterlina). Stavolta però le sue dichiarazioni fanno il botto, tutti ne parlano e sono pochi a non crederci, tra cui BBC News, che da Londra contatta nuovamente i costruttori di cui sopra, che nella figura di Nick West, spokesman di Boeing, smentiscono nuovamente la notizia. Nel frattempo il nome della compagnia viaggia da una parte all’altra della rete, chissà se ha ragione O’Leary, forse un giorno, rivolgendoci a chi sta in piedi di fronte l’uscita, diremo: “scusi scende alla prossima?“.






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