Serafino, il fantasma di Belmonte in Sabina


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10 giugno 1990, l’Italia calcistica si risveglia convinta di aver trovato l’attaccante giusto per il mondiale, quel Totò Schillaci capace di far esplodere di gioia lo stadio Olimpico di Roma a dieci minuti dal termine della gara contro l’Austria. A circa 80 km di distanza, nella provincia di Rieti, si sta pensando a tutt’altro.

Tra i vicoli di Belmonte in Sabina, paese di circa 600 abitanti le cui origini risalgono probabilmente al XIII secolo, c’è infatti un via vai di persone, alcune provenienti dai paesi limitrofi, che si dirigono verso un vicoletto poco distante dalla piazza centrale, incuriositi da un articolo letto su il Messaggero, che nelle pagine locali riportava:  “Serafino, fantasma spiritoso. A Belmonte gli abitanti hanno chiamato l’esorcista: ci vuole la croce“.

Testimonianze degli abitanti, descrizione dettagliata dei fatti e aneddoti curiosi, una storia raccontata ad un giornalista e ad un blogger, da uno dei vecchi proprietari della casa infestata dal fantasma Serafino, che Giacobbo avrebbe gradito.

Una storia costruita, e resa verosimile per scatenare il detto “il paese è piccolo, la gente mormora” e per cercare di accrescere la fama di quello che per alcuni è noto come il paese dei matti.

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2 Commento/i

  1. ma che è questa storia fables?
    non si capisce perché l’hai messa…

    te la sei inventata???

    xavio | 15 Set 2010 | Replica

  2. ciao xavio,
    no giuro, tutto vero, c`e´ anche l´articolo di giornale. diciamo che e´ una storia buona per fare del newsmaking.

    fables | 15 Set 2010 | Replica

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