Er Cuppolone, la scritta “lavami” e la tunica macchiata di Ratzinger


Torniamo indietro a due giorni fa, sabato 6 novembre, Roma, la città eterna, la città che “ospita” i Papi e la città del Vaticano. Al suo interno la Basilica di San Pietro, er Cuppolone, il simbolo universale del regno papale, che durante quella notte attira l’attenzione più del solito. Basta una scritta proiettata a distanza, quel “lavami” di colore verde acceso che ha accarezzato più volte la Cappella Sistina e che in 48 ore ha già fatto il giro delle principali testate giornalistiche.

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Iginio De Luca, l’autore del blitz, è al suo secondo attacco anticlericale, lo scorso 10 ottobre infatti si era fatto conoscere per aver “macchiato” il candore della tunica di papa Ratzinger. In quell’occasione, utilizzando per la prima volta la video proiezione, fece apparire il mezzo busto di Benedetto XI nei luoghi nevralgici della città, un percorso ben delineato: Ostiense-Porta Ardeatina-Porta Portese-Santa Maria in Cosmedin-Piazza Fiume-Ara Pacis e ancora San Pietro.

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Perchè lo fa? “L’idea mi è venuta perché mi colpisce il candore del papa: è irreale, è distante dalla vita vera. Ho voluto sporcare quest’immagine. E mostrarla a tutti“.  

E la scritta “lavami” sul cuppolone? “Il mio è un invito all’istituzione che rappresenta a manifestare il suo volto accogliente e profetico piuttosto che quello temporale e opportunistico che troppo spesso la contraddistingue nelle sue prese di posizione caratterizzate da una doppia morale: una per il principe e un’altra per i sudditi“.


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  1. Gen 27, 2011: from “Lavami” sulla cupola di San Pietro | Digital Noise [news for geeks]

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