Campagna di sensibilizzazione per il rispetto dei lavori creativi. Giovane sì #coglioneNo


coglioneno

Sfruttati, malpagati e frustrati, i giovani d’oggi con ambizioni da creativo o pubblicitario, si ritrovano spesso a lavorare per la gloria, nasce così la campagna di sensibilizzazione per il rispetto dei lavori creativi: #coglioneNo.

"E’ la reazione di una generazione di creativi alle mail non lette, a quelle lette e non risposte e a quelle risposte da stronzi.
È la reazione alla svalutazione di queste professionalità anche per colpa di chi accetta di fornire servizi creativi in cambio di visibilità o per inseguire uno status symbol.
È la reazione a offerte di lavoro gratis perché ci dobbiamo fare il portfolio, perché tanto siamo giovani, perché tanto non è un lavoro, è un divertimento.

Questo gennaio ZERO vuole unire le voci dei tanti che se lo sentono dire ogni volta. Vogliamo ricordare a tutti che siamo giovani, siamo freelance, siamo creativi ma siamo lavoratori, mica coglioni".

Nascono 3 soggetti che vedono tra gli “sfruttati” un idraulico, un antennista e un giardiniere.

I video sono ideati e girato da Stefano De marco, Niccolò Falsetti e Alessandro Grespan. A completare il team ci sono Luca Di Giovanni nei panni dello sfruttatore di turno, e Benjamin Maier alla fotografia.



29 Commento/i

  1. Sono n autore trlevisivo di lungo corso.Mi candido come testimonial. Gratis naturalmente.

    Massimo Galli | 13 Gen 2014 | Replica

  2. Grandi finalmente

    Walter | 13 Gen 2014 | Replica

  3. bellissimo! ma sapete qual’è il guaio? Oltre che essere “solo” creativi, a volte capita di non essere più nemmeno giovani! Sono 25 anni che mi sto facendo un portfolio! Grazie a noi il mondo è sicuramente un po’ più bello e divertente, però ogni tanto qualcuno ci paghi!!!

    Blondie | 14 Gen 2014 | Replica

  4. piango ç_ç
    grandissimissimi
    GRAZIE

    Chiara | 14 Gen 2014 | Replica

  5. Trovarsi un lavoro vero no? Non capisco per cosa vi dovrebbero pagare. Anche io faccio delle belle creazioni: di solito una volta al giorno, saltuariamente due.

    Alberto | 14 Gen 2014 | Replica

  6. Quanta verità. Siamo davvero alla frutta, bisogna farsi sentire. Grande idea, simpatica e reale, finalmente qualcuno parla. BRAVISSIMI!

    Ambra | 14 Gen 2014 | Replica

  7. Alberto, lavoro vero? Cioè? L’illustratore, il grafico, il web designer, il pubblicitario…esattamente perchè non dovrebbero essere considerati lavori veri?
    Non si fanno anche loro il culo 8 ore in ufficio/laboratorio, uscendo di casa alle sette di mattina e rientrando alle sette di sera?
    Non si sbattono anche loro a realizzare un prodotto che soddisfi la richiesta del cliente?
    Non studiano anni per avere le competenze tecniche per realizzare un buon prodotto?

    Marta | 14 Gen 2014 | Replica

  8. grande alberto anche oggi hai perso un occasione per stare in silenzio.

    Rico | 14 Gen 2014 | Replica

  9. Alberto penso di parlare a nome di tutti (e della curiosità) chiedendoti di mostrarci queste creazioni di cui parli. Capisco dal tuo messaggio che forse ti sei rassegnato ma non devi per nessun motivo, per favore, arrenderti.
    Non mollare continua a creare ! Sono sicura che quello che ci mostrerai sarà alla tua altezza.

    Chiara | 14 Gen 2014 | Replica

  10. Tranquilla Chiara, creo regolarmente dopo mangiato, nella pausa di un lavoro vero e decisamente ben pagato. ciao e continuate pure a far la fame.

    Alberto | 14 Gen 2014 | Replica

  11. Alberto, se hai la fortuna di non essere stato toccato dalla crisi, non temere: ben presto toccherà anche te. E nessuno metterà in dubbio che il tuo lavoro sia serio, onesto e qualificato come invece stai facendo tu con una categoria che evidentemente per ignoranza non conosci. Quindi non farei troppo lo “sborone”: prima o poi tocca a tutti fare i conti con l’Italia di oggi.

    Carla | 14 Gen 2014 | Replica

  12. Alberto per te il lavoro vero é quello retribuito? Perciò noi creativi non veniamo pagati. Perché ci son quelli come te che non combattono per difendere la categoria alla quale appartengono e perché c’é chi accetta incarichi di giornalista a 50 centesimi a pezzo!che lavoro vero fai?

    ulisse | 14 Gen 2014 | Replica

  13. Caro Alberto (ce la prendiamo tutti con te, ma cosa ti aspettavi, del resto?) credo proprio che tu oggi stia lavorando per un’azienda, o comunque per conto di un sistema integrato con il resto del mondo, che non vive di vita propria. Insomma…non te la canti e te la suoni per conto tuo, ma lavori a contatto con altre realtà (clienti, utenti, ecc.). E questo avviene anche grazie a persone che fanno lavori come il mio, ovvero mettere in comunicazione e implementare lo scambio di informazioni tra differenti realtà lavorative, tra domanda e offerta.
    Senza di noi, caro Alberto, il tuo lavoro probabilmente non esisterebbe… probabilmente non avresti Clienti, non avresti colleghi, non avresti nemmeno nulla da fare se restassi a casa disoccupato, perchè in tv non esisterebbero programmi interessanti e non troveresti nulla di attrattivo nemmeno tra le pagine di una rivista, di un libro o di un sito web…
    Insomma… noia mortale.
    E magari mentre “CREI” sul WC non avresti nessuna app da utilizzare sul tuo smartphone o, se sei uno all’antica, non troveresti neppure interesse nel leggere le istruzioni d’uso sul fustino del detersivo, perchè sarebbe impaginato in Times New Roman, nero su fondo bianco, e senza immagini.
    Un saluto, con taanta simpatia e taaanta ironia creativa.

    Giovanni | 14 Gen 2014 | Replica

  14. Alberto sei in errore! Tu non crei, tu ti moltiplichi…

    Nico | 15 Gen 2014 | Replica

  15. la verità e che il lavoro da creativo è pari a quello da ingegnere, solo che l’ingegnere è tutelato dalla legge, esiste un ordine degli ingegnere c’è un prezzario nazionale ecc. Invece una grafico che si fa il culo dalla mattina alla sera davanti un computer per fare un sito, una qualsiasi grafica, viene sminuito.Infatti si ritova anche a dover chiedere per la sua creazione prezzi ridicoli che non copre il tempo utilizzato.
    Esistono leggi sulla sui diritti d’autore ma sono difficili da applicare e a volte se le vuoi applicare ti mandano chiaramente a fan-culo.
    Tutti i creativi devono imporsi, farsi pagare in anticipo e rifiutare lavori sfruttati.
    Ho uno studio grafico da vent’anni non ho mai fatto il portfolio magari ho sbagliato perdendo occasioni, ma mi sono sempre fatto rispettare.
    Il creativo deve imporsi davanti al client o il datore di lavoro e basta.

    Bravi avete denunciato il problema ti tutti i creativi

    Andrea | 15 Gen 2014 | Replica

  16. ho un titolo di studio universitario e mi faccio chiamare “dottore”. i miei stessi clienti mi fanno pubblicità, non ho bisogno di sottopagare qualcuno come voi poveri pezzenti. lavoro 9 ore al giorno come minimo e sono reperibile notti e weekend (alternati). quando un cliente mi chiama, anche nel profondo della notte, ci vado e RISOLVO il problema. mi pagano perché non passo il mio tempo col culo seduto su una sedia ed a fissare un pc maledetto. le pubblicità le odio, la televisione non la guardo (salvo lo sport) e l’iphone (o qualsiasi altro telefono di ultima generazione) non ce l’ho perché non me ne faccio nulla.
    della crisi economica si possono lamentare operai, infermieri, muratori, idraulici, agricoltori, ingegneri, informatici, eccetera eccetera… gente che lavora veramente. voi no.

    Alberto | 15 Gen 2014 | Replica

  17. A parte il fatto che non sono d’accordo con nulla di quello che dici, cosa ti fa pensare che chi parla non abbia una laurea, non lavori 8 ore al giorno e non sia qualificato al pari tuo se non di più? idraulici, agricoltori, ingegneri e informatici fanno parte di questa classe! (e ne vanno fieri)

    Carla | 15 Gen 2014 | Replica

  18. Ma ragazzi, basta un qualsiasi “personaggio” come Alberto per farci perdere di vista quello che stiamo dicendo. La nostra vita non dipende, per fortuna ed evidentemente, da un mentecatto qualsiasi come il sopra citato. Queste pubblicità sono un’opera molto bella ed il messaggio è indubbiamente sentito da tutti noi. Se un “Alberto” qualsiasi sente l’esigenza di venire qui e prenderci tutti per il c***, beh, almeno facciamo in modo di dargli il peso giusto - cioè nullo - è evidente che lui non è un nostro potenziale referente/cliente/committente o che dir si voglia…è solo un “deficiente” con un ego smisurato…quello che voglio dire è andiamo avanti e ignoriamolo bellamente

    Cristiana | 15 Gen 2014 | Replica

  19. Caro Alberto,
    TI FAI CHIAMARE dottore, appunto… ti fai chiamare… perché altrimenti nessuno attribuirebbe mai un termine simile ad una persona di una tale chiusura mentale. Sono plurilaureata ma non ho nessun bisogno di farmi chiamare dottoressa, il mio nome ha già il suo valore.
    Non è un pezzo di carta a determinare l’intelligenza di una persona, rileggendo i tuoi commenti aggiungo pure “e per fortuna!”.
    Se nutri tanta rabbia verso chi opera in un settore diverso dal tuo probabilmente c’è un problema alla radice. Forse una frustrazione o un dolore non espresso. Cosa ti da fastidio?
    Cosa ti ha portato a visualizzare questi post e addirittura ad utilizzare tutta sta tecnologia (gestita da persone inutili come noi tecnici e designer) per rispondere?
    Mi spiace tu sia arrabbiato con il mondo dei visivi.
    Mi spiace che la tua empatia non sia matura da poter capire i vari problemi della gente. Peccato… si potrebbero apprendere molte cose…

    Per tutti gli altri: ottimo lavoro!

    lea | 15 Gen 2014 | Replica

  20. Glissando sull’archetipo “Alberto” al meglio delle mie capacità;

    Personalmente sono impiegato presso una società di assistenza termo-elettrica, in un settore dunque pieno di tecnici, idraulici, muratori e quant’altro ( spesso stranamente sboroni tanto quando il nostro Alberto ). Pur facendo parte di questo settore estremamente “pragmatico”, faccio un plauso a questa campagna, ai loro realizzatori e a tutta la categoria non di creativi, ma bensì artisti.
    Mi sono formato e forgiato da studi umanitari, e non serve un genio per capire che qui il punto è che una categoria vale esattamente quanto l’altra. Fare paragoni è demeziale. Nella società attuale serve un bravo idraulico tanto quanto un bravo webdesigner, un bravo antennista tanto quanto un bravo illustratore e così via. Tutti hanno problemi nel trovare lavoro, nel poterlo eseguire decentemente, nel guadagnare da questo disgnitosamente. Tutti, non solo alcuni rispetto ad altri. Questo è il punto.

    Faccio il lavoro che faccio solo per esigenza, mi ci sono trovato “ingabbiato” perchè devo mangiare, ma nonostante ciò lo rispetto, l’ho sempre rispettato e sempre lo rispetterò. Cerco di farmelo piacere ogni giorno. Se ne avessi avuto la possibilità, ora sarei FIERO di essere un “povero pezzente disoccupato” insieme a voi.

    Francis Farrigton Runkel | 15 Gen 2014 | Replica

  21. Alberto, è anche grazie a noi (sono un informatico) se svolgi il tuo tanto amato lavoro. Torna a moltiplicarti, inutile essere

    Samuele | 15 Gen 2014 | Replica

  22. credo di essermi spiegato male. non é il titolo di studio che fa il lavoro. solo trovo molto ridicolo che della gente sia pagata per GIOCARE col pc…

    Alberto | 15 Gen 2014 | Replica

  23. Bravi ragazzi. Sono anni che mi batto per i diritti dei musicisti

    PIERO | 17 Gen 2014 | Replica

  24. (Per evitare fraintendimenti leggete bene il mio nome)

    Mi sarebbe sempre piaciuto imparare a creare cose nuove ma non ho mai saputo dove iniziare :(

    Alberto 2 | 18 Gen 2014 | Replica

  25. Io ad esempio se ho voglia di leggere un romanzo acquisto solo libri di scrittori emergenti, invece quelli che fanno best seller li vado a leggere in biblioteca. Se avessi molte più possibilità economiche all’occorrenza mi comporterei così con tutti i creativi emergenti giovani e non. LulèArt

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